Per i prodotti alimentari sfusi scatta dal 9 maggio l’obbligo di etichettatura

Anche i prodotti agroalimentari venduti sfusi dovranno sottostare, a partire dal 9 maggio prossimo, alle norme specifiche in materia di etichettatura previste dal Decreto legislativo 231/2017, provvedimento che disciplina il regime sanzionatorio nazionale per tutte le violazioni in materia di etichettatura e presentazione dei prodotti agroalimentari in attuazione della corrispondente normativa comunitaria di cui al Regolamento 1169/2011.

Rientrano nella categoria dei preimballati i prodotti alimentari offerti in vendita al consumatore finale o alle collettività senza preimballaggio, i prodotti imballati sui luoghi di vendita su richiesta del consumatore, i prodotti preimballati ai fini della vendita diretta, nonché i prodotti non costituenti unità di vendita in quanto generalmente venduti previo frazionamento ancorché posti in confezione o involucro protettivo, esclusi gli alimenti forniti dalle collettività.

Tali prodotti devono essere muniti di apposito cartello contenente le indicazioni obbligatorie applicato ai recipienti che li contengono oppure di altro sistema equivalente, anche digitale, facilmente accessibile e riconoscibile, presente nei comparti in cui sono esposti.

Sul cartello devono essere riportate almeno le seguenti indicazioni, che, nel caso di fornitura diretta alle collettività, possono essere riportate su un documento commerciale, anche in modalità telematica:

- la denominazione dell'alimento;

- l'elenco degli ingredienti salvo i casi di esenzione disposti dal regolamento. Nell'elenco ingredienti devono figurare le indicazioni delle sostanze o prodotti che possono determinare allergie e/o intolleranze;

- le modalità di conservazione per i prodotti alimentari rapidamente deperibili, ove necessario;

- la data di scadenza per le paste fresche e le paste fresche con ripieno di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 febbraio 2001, n. 187;

- il titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande con contenuto alcolico superiore a 1,2 per cento in volume;

- la percentuale di glassatura, considerata tara, per i prodotti congelati glassati;

- la designazione «decongelato» per i prodotti congelati che hanno subito tale trattamento.

In caso di alimenti non preimballati ovvero non considerati unità di vendita, serviti dalle collettività, è obbligatoria l'indicazione delle sostanze o prodotti allergenici. Tale indicazione deve essere fornita, in modo che sia riconducibile a ciascun alimento, prima che lo stesso venga servito al consumatore finale dalle collettività e deve essere apposta su menù o registro o apposito cartello o altro sistema equivalente, anche digitale, da tenere bene in vista. In caso di utilizzo di sistemi digitali, le informazioni fornite dovranno risultare anche da una documentazione scritta e facilmente reperibile sia per l’autorità competente sia per il consumatore finale. In alternativa, può essere riportato l'avviso della possibile presenza delle medesime sostanze o prodotti che possono provocare allergie o intolleranze, sul menù, sul registro o su un apposito cartello che rimandi al personale cui chiedere le necessarie informazioni che devono risultare da una documentazione scritta e facilmente reperibile sia per l'autorità competente sia per il consumatore finale.

Le sanzioni previste nel Decreto legislativo variano a seconda della gravità della violazione e possono arrivare fino a € 24.000,00.

 

Il decreto legislativo 231/2017 è integralmente consultabile al link:

www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/2/8/18G00023/sg

 

 

 

 

 

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